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Don Matteo Stagione 4 Episodio 8 Il calice avvelenato 2004

Una mattina, don Matteo apprende da un manifesto che l'unico centro di accoglienza per i senzatetto presente in città è stato chiuso per via delle pressioni di un piccolo partito politico estremista. Quando sta per rientrare, il sacerdote sente Natalina urlare: un barbone è morto nella chiesa. Arrivano subito il maresciallo Cecchini, il capitano Anceschi, il medico legale e la polizia scientifica. La vittima è morta per avvelenamento da stricnina, alcaloide altamente tossico che causa una morte molto dolorosa. I sospetti si concentrano subito sul leader di quel gruppo estremista che ha fatto chiudere il centro: l'uomo dichiara di disprezzare i senzatetto perché sono degli inutili parassiti, ma che non rischierebbe mai di finire in prigione per uno di loro. Le indagini vanno avanti, e si scopre che la vittima aveva bevuto il vino rubato dalla sacrestia, lo stesso vino che avrebbe dovuto bere don Matteo durante la celebrazione eucaristica. Cecchini e Anceschi corrono subito in parrocchia per avvisare il prete, che rimane sorpreso e sconcertato: qualcuno si è intrufolato in sacrestia e ha messo la stricnina nel vino da messa, con l'obiettivo di uccidere don Matteo; solo per una pura casualità, il senzatetto Giuseppe è entrato in chiesa e, poiché aveva molta sete, ha bevuto dal calice avvelenato. Vengono interrogati anche Natalina e Pippo; la perpetua non ha nulla da nascondere ed è solo preoccupata del fatto che in giro ci sia qualcuno che vuole assassinare don Matteo, ma il sagrestano, anche lui preoccupato, mente al maresciallo Cecchini dicendo di aver chiuso a chiave l'armadietto che conteneva il calice avvelenato. In realtà, quella sera in televisione c'era la partita del Perugia, e Pippo, che non voleva perdere il calcio d'inizio, non aveva riordinato la sacrestia e aveva lasciato l'armadietto aperto. Una sera, don Matteo sta pregando in chiesa e qualcuno entra e spegne la luce. Il prete capisce che si tratta dell'assassino e afferra una candela, ma poi cerca di dialogare. Questa persona scappa via con la sua macchina. Il principale sospettato adesso è un uomo appena uscito di prigione, che era stato arrestato da Cecchini con l'assistenza spirituale di don Matteo. Il sacerdote lo va a trovare e capisce che è innocente, poi prende la bicicletta per tornare a casa ma qualcuno gli spara. Don Matteo viene ricoverato d'urgenza in ospedale.

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